COMUNICATO
Il Comitato No Impianto Biomasse Inalca da oggi ha cambiato
nome in Comitato No Impianti Biomasse Terre di Castelli.
| Vecchio Logo |
| Nuovo logo |
Il consiglio direttivo riunitosi il 28/09/2015 è giunto a questa
conclusione per due motivi:
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per poter esprimere, anche con il nuovo nome, un ambito di iniziativa territorialmente più ampio e soddisfare meglio a quanto stabilito dallo statuto di origine, occupandosi quindi anche di altre problematiche ambientali.
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per chiudere sul nascere il contenzioso legale con l’azienda INALCA, insorto perché il Comitato, intervenuto su richiesta dei cittadini interessati e conformemente al proprio statuto, ha utilizzato il vecchio logo anche nelle prime iniziative in merito alle “serre riscaldate a biomasse di origine legnosa” di Settecani, della società AGRIVISION. Questa nostra scelta non significa ovviamente l’abbandono delle iniziative di contrasto al progetto INALCA per la costruzione di un impianto di generazione di energia alimentato a biomasse di origine animale di categoria 1, presentato nel 2011.
Nel merito delle due vicende che ci hanno visto protagonisti nella
difesa della vivibilità del nostro territorio, allo stato attuale,
possiamo dire che, anche grazie all’impegno dei cittadini e alle
iniziative del nostro Comitato, la situazione è di stallo.
Il progetto INALCA è fermo al 2011 e non è stata neppure avviata la
parte approvata dalla Provincia (rendering per la produzione
dell’olio combustibile dagli scarti e dalle carcasse animali).
Per quanto riguarda le serre Agrivision, da alcuni mesi i lavori sono
stati interrotti e non ci sono elementi per valutare se e quando
verranno ripresi. Ieri, primo di ottobre, abbiamo incontrato il
Sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, il quale ha confermato
che la ditta non ha ancora fornito le integrazioni richieste
(dimostrazione del saldo zero delle emissioni) per proseguire con
l’installazione del’ impianto a cippato di legna.
Dopo quanto è successo (il comune ha affermato in un primo tempo che
“tutto fosse in regola”), avremmo preferito ricevere non solo
propositi di attesa ma anche di maggiore attenzione per il futuro.
Tacciono anche i Comuni di Castelnuovo Rangone e Castelvetro,
dimenticando i buoni propositi di una regolamentazione del fenomeno
biomasse a livello di singolo comune o meglio di Unione Terre di
Castelli.
Anche per questo il Comitato No Impianti Biomasse Terre di
Castelli, proseguirà ed amplierà la propria attività in difesa
del territorio e di chi ci abita.
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