RENDERING?
Nei
giorni scorsi, il Comitato Ambiente e Salute Area Nord di Reggio
Emilia ci ha inviato una corposa documentazione di cui pubblichiamo
una parte. Riguarda l’azione che quel Comitato sta svolgendo per
tutelare i cittadini dalle emissioni maleodoranti e non solo (vedi
foto sopra) provenienti della ditta FARM SERVICE. Questa azienda
gestisce un “rendering”, cioè un impianto di trasformazione di
sottoprodotti di origine animale in farine (per la produzione di
fertilizzanti e mangimi) e grasso colato (per altri usi
industriali).
Ai primi di marzo, come documentato dalla stampa, dalle TV locali e da una relazione di ARPAE, dallo stabilimento Farm Service sono fuoriusciti liquami che si sono diffusi in fossi e canali circostanti creando ulteriore allarme nella popolazione.
Questo
episodio, secondo il Comitato Ambiente e Salute, rappresenta solo la
punta dell’ iceberg del disagio che le emissioni dello stabilimento
da tempo creano alla popolazione delle zone limitrofe; lo si può
evincere dalla documentazione che pubblichiamo di seguito, da cui
emerge un quadro davvero preoccupante.
Riteniamo
giusto diffonderla,
non solo per una doverosa solidarietà nei confronti di chi sta
conducendo le nostre stesse battaglie, ma anche perché
i fatti e le situazioni che ne emergono potrebbero riproporsi nel
nostro territorio in quanto:
-
La FARM SERVICE srl di Reggio Emilia, come documentato dalla visura camerale, risulta partecipata al 37% da INALCA Spa;
-
INALCA ha già avuto le autorizzazioni necessarie dal Comune e dalla Provincia per attivare un “rendering” presso il suo stabilimento di Castelvetro, con funzioni analoghe a quello di Reggio Emilia.
Ricordiamo inoltre, che nel progetto iniziale Inalca, oltre al “rendering”, era previsto un impianto in cui i grassi ottenuti sarebbero dovuti servire come combustibile per un mega impianto di produzione di energia. Questa parte del progetto è bloccata ma il “rendering” , per quanto ne sappiamo, potrebbe essere attivato in qualsiasi momento.
Comitato No Impianti Biomasse
Terre di Castelli
Testo dell’intervento del Comitato di Roncocesi a sostegno della mozione di iniziativa popolare presentata in Consiglio Comunale di Reggio Emilia, il 22 gennaio scorso
Premessa:
la Farm Service ritira scarti di macellazione (ossa, pelli,
interiora) e dopo processo di cottura ottiene grasso e farine.
Gli
odori nauseanti prodotti dalla farm service sono di
:
-Carne
putrescente
-Sangue
-Carne
bruciata
-Aerosol
di brodo caldo di carne putrescente
-Aerosol
di disinfettante a base di cloro o simili.
Gli effetti sulla
popolazione ossia sui “recettori” sono:
-Nausea
e vomito
-Insonnia,
quando la puzza nauseante arriva nelle ore notturne
-Mal
di testa
-Irritazione
occhi e vie aeree
Che
cosa ha fatto la popolazione per reagire a questa situazione
inaccettabile ed insopportabile:
-Chiudersi
in casa, specialmente nella stagione calda in cui sarebbe piacevole
vivere all’aria aperta (sovra-utilizzo condizionatori);
-Utilizzare
deodoranti;
-Rilavare
la biancheria stesa e non stenderla all’esterno delle abitazioni in
presenza degli odori nauseanti, specialmente gli indumenti dei bimbi;
-Mettere
in vendita l’abitazione;
-Segnalare
il disagio ad enti preposti.
CRONOLOGIA
DEGLI EVENTI
Dal
2014 le emissioni odorigene sono aumentate a dismisura arrivando
nella zona di Villa Sesso, a differenza del passato quando la zona
interessata era soprattutto Roncocesi: se Roncocesi dista in linea
d’aria circa 700 metri, le emissioni odorigene, per arrivare a
Villa Sesso, devono essere trasportate dal vento per oltre 2
chilometri.
Dopo
molte segnalazioni ad Arpa, all’ufficio ambiente e allo stesso
assessore Tutino, la stessa arpa nel 2016 esegue un’analisi
odorigena nelle frazioni di Villa Sesso e Roncocesi: i risultati
confermano le nostre denunce poiché proprio a Villa Sesso si
ritrovano i “traccianti” delle emissioni odorigene della
fabbrica, in particolare le emissioni odorigene di sala presse e
valle biofiltro. Le valutazioni sanitarie conclusive sono evidenti:
“Un
disagio provocato dalla percezione di odori sgradevoli, pur in
assenza di concentrazioni
di
sostanze in grado di provocare effetti irritativi o danni, a causa
della soggettività individuale e dei diversi livelli di
tollerabilità e percezione, può portare anche manifestazioni
indirette di malessere o più genericamente modificare
la qualità di vita,
ed essere percepito dalla popolazione come rischio sanitario. Anche
una situazione di solo disagio
dovuto alla presenza prolungata e ricorrente di odori molesti può
costituire già di per se una condizione in grado di compromettere
lo stato di benessere psicofisico
della popolazione e
pertanto configurarsi un problema di salute pubblica.
Ad
agosto del 2016 il comune emette un provvedimento dirigenziale volto
ad obbligare il gestore ad eliminare le problematiche odorigene
riscontrate, ossia valle biofiltro e sala presse del cicciolo.
Ad
ottobre e poi a novembre del 2016 il gestore della Farm Service
risponde al provvedimento dirigenziale del comune come segue:
1)
Commissiona una consulenza al politecnico di Milano con le
conclusioni finali che il “picco massimo odorigeno rimane segregato
all’interno del perimetro dello stabilimento e non arriva ai
recettori di Villa Sesso”;
2) Il
biofiltro, che viene trovato dall’arpa in uno stato di scadente
manutenzione, viene rinnovato: sono sostituite le scaglie di legno e
di corteccia su cui attecchiscono le flore batteriche che si
“nutrono” delle sostanze odorigene e viene garantito un sistema
di umidificazione idoneo;
3) Per
quanto riguarda la sala presse il gestore sconfessa l’analisi
odorigena di arpa dichiarando che” tale ambiente è aspirato e le
aspirazioni sono congrue e sono convogliate al termodistruttore”.
La farm service pertanto, in completa contraddizione con i risultati
dell’indagine odorigena che individuava la sala presse come essere
il “segmento produttivo critico”, comunica che l’unica fase
produttiva in cui si possono emettere odori è la fase di spegnimento
cuocitori in cui il termodistruttore si spegne e le arie inquinate
sono inviate tutte al biofiltro con una accentuazione del carico
odorigeno.
A
gennaio del 2017 la Farm Service, riceve il nulla osta con MODIFICA
NON SOSTANZIALE AIA per la realizzazione della SECONDA VASCA che
consentirà di mantenere in funzione E SEMPRE accesi i cuocitori ed
anche il termodistruttore senza spegnerlo. ( ossia come un
PROBLEMA può diventare un’OCCASIONE !!!)
La
seconda vasca permetterà all’azienda di potere aumentare la
capacità produttiva ma non di risolvere il problema delle fonti
odorigene.
Nei
mesi di settembre-ottobre 2017, a seguito del perdurare di questa
situazione di disagio sono state raccolte oltre 1300 firme per
richiedere una mozione popolare.
Ricollegandoci
alla commissione svoltasi venerdì 19 gennaio sottolineiamo le
seguenti criticità dell’azienda:
-
L’Involucro dello stabilimento e’ obsoleto ( 20 ed oltre) e pertanto non garantisce una tenuta che impedisca emissioni FUGGITIVE di odori e vapori di cottura di scarti in fase di putrefazione. Inoltre l’ipotesi contenuta in AIA 2010 di dotare porte e portoni di sistemi di registrazione con cronogramma aperto/chiuso non è mai stato preso in considerazione dal gestore della farm service;
-
Dal 2014 la produzione è incrementata del +40% con gli stessi sistemi di abbattimento (termodistruttore e biofiltro) pertanto è aumentato il carico odorigeno da trattare;
-
Nel 2013 il cuocitore obsoleto è stato sostituito con un cuocitore nuovo che il gestore dichiara avere la medesima capacità produttiva ma di cui si nutrono forti dubbi abbia in realtà una potenza molto superiore, infatti i cuocitori sono delle enormi pentole a pressione che fanno disidratare gli scarti ed emettono altrettanti vapori con concentrazioni elevatissime di sostanze odorigene asfissianti;
-
L’ambiente interno con alte temperature e odori “pazzeschi” di carne putrescente e fumane di cottura altrettanto insopportabili fanno si che, specialmente in estate, il personale interno apra porte e portoni per avere ristoro ( come viene descritto in AIA 2010 NELLA SITUAZIONE AZIENDA) anche se tuttavia, sempre nelle disposizioni autorizzative contenute in AIA 2010, gli ambienti debbano essere aspirati in depressione e mantenuti chiusi;
-
Dal camino del termodistruttore, a cui vengono convogliate le arie più inquinate, non esce solo vapore acqueo ma tuttavia abbiamo verificato che nella zona di ricaduta dello stesso rileviamo gli odori nauseanti tipici che vanno oltre la stretta tollerabilità individuale;
-
I controlli veterinari sulla mat. Cat 3 in ingresso avvengono solo di giorno e non di notte per cui sono da ritenersi inadeguati, anche perché arrivano camion con targa rumena, bulgara e lituana, specialmente nelle ore notturne;
-
I mezzi di trasporto con i cassoni contenenti il mat. Cat. 3 transitano su via Rinaldi nonostante se ne faccia divieto in AIA 2010: i cittadini ci segnalano puzze nauseanti al loro passaggio e perdita di percolato sulla sede stradale;
-
Esiste un problema di contemporaneità fra segnalazioni delle emissioni odorigene e sopraluogo dell’arpa in stabilimento, infatti per le segnalazioni della notte o della mattina presto arpa inizia i controlli col turno delle ore 9,00…troppo tardi;
CONCLUSIONI
-
ESISTE UN PROBLEMA DI DISAGIO PROLUNGATO CHE E’ DIVENTATO UN PROBLEMA DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE
-
NON SI CHIEDE LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO
-
CHIEDIAMO UN ADEGUAMENTO AGLI STADARD EUROPEI
-
I PRG HANNO PORTATO AD UN RADDOPPIO DELLA POPOLAZIONE INTORNO AD UN’AZIENDA CLASSIFICATA INSALUBRE CHE NON SI DEVE COMUNQUE AMPLIARE E NON DEVE AUMENTARE LA PRODUZIONE CON LA CONCESSIONE DELLA SECONDA VASCA
-
LE ATTUALI PROCEDURE DI CONTROLLO NON SONO IDONEE PER FARE EMERGERE QUELLE CRITICITA AZIENDALI E PRODUTTIVE DA CUI SONO ORIGINATE LE EMISSIONI ODORIGENE MOLESTE
Per
chi volesse saperne di più:


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