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martedì 16 aprile 2013

Comunicato


Il Comitato “No Impianto a Biomasse Inalca” ribadisce che pur svolgendo un’azione a difesa della salute e dell’ambiente nel territorio dei Comuni di Castelnuovo, Castelvetro e Spilamberto, non si identifica con alcun Partito o Movimento politico.
Ai più di seimila cittadini che hanno firmato la petizione contro la realizzazione dell’Impianto a Biomasse dell’Inalca non è stato chiesta la tessera di partito o di esprimere le proprie preferenze politiche.
Ovviamente abbiamo accolto e accetteremo l’aiuto e il sostegno di tutte quelle forze che condividono autenticamente i nostri obiettivi.

Riguardo al tema del Referendum, il Comitato ha sollecitato più volte l’Amministrazione di Castelvetro perché venisse adottato un Regolamento attuativo. Ora, in  seguito alla convenzione con il Difensore civico provinciale, sembra che i tempi siano maturi. Chiediamo tuttavia che non venga limitato lo strumento del  Referendum abrogativo e ci sia la possibilità di inserire un quesito riguardante il Piano di sviluppo industriale dell’Inalca, la cui approvazione ha dato il via al Rendering per il trattamento dei rifiuti di origine animale.

 Il Comitato ha sempre ricercato il dialogo con le Amministrazioni e ha partecipato sia alle assemblee in preparazione ai Consigli di frazione, sia agli incontri sul PSC e sarà ancora attivo in futuro.

Infine se membri del Comitato vorranno costituire una Lista civica, come sollecitato dal Sindaco Montanari, ciò risponderà a una libera decisione, individuale o di gruppo, che non coinvolgerà il Comitato in quanto tale.


sabato 11 agosto 2012

Comunicato stampa


Il Comitato “No impianto a biomasse Inalca” ritiene che il progetto di rendering (trattamento di scarti animali pericolosi) approvato dalla Provincia e da realizzarsi nel comune di Castelvetro di Modena non sia conforme alle norme sanitarie e ambientali; si fanno infatti figurare come “sottoprodotti” cioè materia in qualche modo trattabile e utilizzabile commercialmente quelli che in realtà sono rifiuti da incenerire .  Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) di Modena, che è lo strumento di pianificazione che definisce l’assetto del territorio, vieta infatti che nel territorio in oggetto si possano realizzare impianti di smaltimento/trattamento rifiuti.
Se realizzato, tale impianto comporterebbe problemi per la salute (rischio “mucca pazza”), peggioramento della qualità di vita (odori nauseabondi e inquinamento legato all’aumento considerevole di traffico pesante), utilizzo delle già scarse risorse idriche, svalutazione di terreni e immobili civili e industriali, danno d’immagine per un territorio  noto per coltivazioni e produzioni di pregio nell'ambito alimentare (Grasparossa, Parmigiano Reggiano, Ciliegie, Aceto Balsamico).
Per questo motivo, in data 7 agosto 2012 il Comitato, rappresentato dal nuovo presidente dott. Manfredi Lanza e tramite il Codacons di Modena, ha conferito all’avvocato Alessandra Magnani di Bologna l’incarico di contestare presso il TAR regionale la decisione favorevole della Provincia in ordine all’impianto di rendering dell’Inalca del 26 giugno u.s.

martedì 17 luglio 2012

Comunicato stampa


Il Comitato apartitico “No impianto biomasse Inalca”, viste le esternazioni del sindaco di Castelvetro Giorgio Montanari, giudica inopportuno per non dire diffamatorio, l’accostamento di fatto tra le minacce di morte che il Primo Cittadino avrebbe ricevuto e il Comitato stesso. Si ritiene che tale accostamento costituisca solo un attacco politico volto a distogliere l’attenzione dall’autorizzazione concessa a un impianto di trattamento di scarti animali pericolosi (rendering) nel Comune di Castelvetro.

Per questi motivi si sta valutando la possibilità di intraprendere un’azione di querela nei confronti del Sindaco, per salvaguardare l’immagine costruita in questi mesi e con grandi risultati.

Il Comitato sta valutando altresì la possibilità di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per richiedere di fare piena luce sulle lettere anonime di minaccia e chiarire ogni responsabilità.



Il “rendering” è un impianto che tratta materiali specifici a rischio sanitario, che la legge impone di incenerire; esso potrebbe causare un grave danno alla qualità di vita dei cittadini per le emissioni di odori fortemente molesti, danneggiamento d'immagine del territorio conosciuto per le colture di pregio e la perdita di valore di case e terreni.

Per questo il Comitato potrà valutare la possibilità di citare per risarcimento danni la Provincia di Modena e il Comune di Castelvetro, nella persona dei loro massimi esponenti, e tutti coloro che hanno avvallato la realizzazione di questo progetto.



Il Comitato continuerà a lavorare per la tutela dei cittadini dei Comuni di Castelvetro, Castelnuovo e Spilamberto, fondandosi su argomenti seri e alla luce del sole.

mercoledì 18 aprile 2012

Comunicato

Il Comitato di cittadini “No Impianto a Biomasse Inalca” è in attesa di conoscere il parere della Provincia in ordine al Procedimento unico per l’autorizzazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica e termica nel Comune di Castelvetro.

Rende noto di non avere ancora ricevuto alcuna risposta alla richiesta di convocazione di un Consiglio provinciale straordinario cui partecipare come parte interessata, né parimenti alla richiesta di poter esprimere il proprio dissenso motivato in sede di Conferenza di Servizi. Inoltre non ha ancora ottenuto copia dei verbali delle Conferenze dei Servizi svoltesi fino ad ora, nonostante la domanda inviata in data 3 gennaio 2012.
Rende anche noto di avere inviato alla Presidenza dell'Unione Terre di Castelli e alle Amministrazioni comunali di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena e Spilamberto una lettera in cui si fa presente che a norma dei vigenti Regolamenti europei i sottoprodotti di origine animale di categoria 1 non siano da annoverarsi tra le fonti rinnovabili. L’uso di grassi fusi derivanti da tali materiali è pertanto vietato (Reg. UE749/2011, punto (16) L 198/4 in GUUE del 30/7/2011).

Il Comitato si riserva di adire a vie legali nel caso tale progetto fosse approvato con o senza restrizioni - anche per l’inidoneità del luogo per questo o altri tipi di impianto - e s'interroga sull'eventualità di fare emergere ai vari livelli le responsabilità per non avere bloccato sul nascere un procedimento oneroso per i cittadini, se solo si fosse chiesto un parere sanitario preventivo.

Al momento opportuno i 4000 cittadini che a tutt’oggi hanno firmato contro la realizzazione dell’impianto sapranno riconoscere la qualità politica di chi nei fatti sa operare le scelte migliori per tutelare la salute pubblica.


A nome e per conto del Comitato
Ernesto Maria Amico, vice-presidente.

giovedì 8 marzo 2012

Comunicato


Il Comitato di cittadini “No Impianto a Biomasse Inalca”, preso atto che parti politiche, consorzi e altre realtà hanno espresso il loro dissenso motivato riguardo la fattibilità dell'impianto che dovrebbe sorgere nel territorio di Castelvetro di Modena, intende ribadire di essere apartitico, di avere come unico obiettivo la tutela degli interessi della collettività ed in particolare il diritto alla salute. L'azione del comitato pertanto è condotta dallo stesso in modo autonomo e non interagisce con nessun partito politico.
Nel contempo, esprime soddisfazione per la crescita di attenzione nei confronti di un progetto che potrebbe condizionare gravemente la salute e la qualità di vita delle persone, così come la qualità dei prodotti dei territori dei Comuni di Castelvetro, Castelnuovo e Spilamberto, conosciuti e apprezzati in Italia e nel mondo. Tale accresciuta sensibilità è anche frutto dell'impegno volontario e del sostegno di tanti cittadini (2500 firme raccolte a tutt'oggi) che, a prescindere dalle diverse convinzioni politiche, condividono l'interesse primario per la salute e la tutela dell'ambiente.