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sabato 9 marzo 2013

Comunicato


Il Comitato “No Impianto a Biomasse Inalca” esprime preoccupazione per il giudizio di compatibilità ambientale pronunciato lo scorso mese di febbraio 2013 in riferimento alla realizzazione di due nuovi magazzini di stoccaggio del p.a.t. (proteine animali trasformate) in ampliamento allo stabilimento esistente della SAPI spa di Castelnuovo Rangone.

In primo luogo, riteniamo che il giudizio di compatibilità ambientale sia incompleto, essendo stata scartata a priori la cosiddetta “opzione zero” e cioè l’identificazione e valutazione delle possibili alternative al progetto, compresa la sua non realizzazione.
Nella delibera di giunta si legge infatti:

L’ “opzione zero” è da scartare a priori, perché in contrasto con le esigenze dell’azienda di
mantenere ed incrementare la propria competitività, soprattutto nell’attuale situazione di
crisi dell’economia a livello nazionale e internazionale (2.A.6. - Verbale n. 36 del 12/02/2013).

In questo modo la scelta sotto il profilo ambientale non è per nulla trasparente e il giudizio di compatibilità ambientale si trasforma in un giudizio di mera opportunità economica.

In secondo luogo temiamo ripercussioni sul territorio conseguenti all’ampliamento approvato, a causa delle esalazioni di esano e di sostanze odorigene e ci domandiamo come le rassicurazioni espresse alla stampa dal sindaco di Castelnuovo Rangone Bruzzi in riferimento all’ottenimento del saldo zero delle emissioni (cf. Il Resto del Carlino del 30 gennaio 2013) siano logicamente in relazione con la prescrizione di innalzare i camini di emissione a 21 mt.

Evidentemente i camini s’innalzano per mitigare un maggior impatto inquinante, che comunque interesserà un’area più vasta di quella prevista, comprendente anche i centri abitati di Castelnuovo, Solignano, le località di Cà di Sola, Settecani e le zone limitrofe.

Ancora una volta non c’è stata da parte delle Amministrazioni pubbliche la necessaria informazione e non è stata favorita la partecipazione dei cittadini ad attività decisionali che hanno effetti sull’ambiente. 

giovedì 3 gennaio 2013

Il Piano Strutturale Comunale (PSC)



Il Piano Strutturale Comunale (PSC) è lo strumento di pianificazione urbanistica generale introdotto dalla normativa regionale (L.R. 20/2000 ss.mm.ii.) che rinnova i contenuti del Piano Regolatore Generale (P.R.G.).
La norma prevede che «il PSC sia lo strumento urbanistico predisposto dal Comune con riguardo a tutto il proprio territorio ed atto ed allo scopo di delineare le scelte strategiche di assetto e sviluppo e per tutelare l'integrità fisica ed ambientale e l'identità culturale dello stesso. L'orizzonte temporale del PSC è di 15-20 anni»

 (dal Sito PSCdell’Unione Terre di Castelli).


I 5 Comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Savignano sul Panaro, Spilamberto e Vignola hanno da tempo avviato il percorso formativo di questo nuovo strumento.



Anche il nostro Comitato è stato chiamato a dare il proprio contributo nella prima fase di  ascolto e indagine.


Qui la prima restituzione dei risultati di questa prima fase di ascolto. Nel documento di sintesi recentemente pubblicato, si legge: 

«il Comitato No Biomasse di Castelvetro segnala la necessità di contenere l’espansione dei distretti industriali legati alla lavorazioni delle carni. Il tema del trattamento degli scarti di lavorazione ha generato in passato un aspro conflitto che ha condotto l’INALCA a ritirare la proposta di realizzare un cogeneratore per valorizzare gli scarti della macellazione e a proporre un impianto dall’impatto minore “(…) una sorta di bollitore di scarti animali per la produzione di farine”. Questo tipo di proposte vengono comunque  percepite dai comitati di cittadini come  “(…)  un non senso  in quanto provocherebbero un aumento dell’inquinamento con conseguenti danni alla salute dei cittadini e un peggioramento della qualità dei prodotti agricoli”» (nota 8).

Già nell'ultima Assemblea del Comitato si richiamava l'attenzione sul fatto che sempre più la nostra attenzione dovrà "spostarsi su Vignola" per potere partecipare il più possibile alle scelte che porteranno a elaborare il progetto per il futuro del nostro territorio.

Il territorio in cui sorge lo stabilimento Inalca (da Google Maps)

Pur consapevole di tutti i limiti (qui una lettura critica di come finora si sono svolte le cose), il Comitato parteciperà ai prossimi incontri, nei quali si parlerà di:

 a) dimensione e caratteristiche della crescita; politiche di recupero e rigenerazione; b) la mobilità: ciclopedonalità, ferrovia, viabilità tradizionale. Il raccordo con le grandi vie di comunicazione; c) le aree produttive, l’innovazione, le politiche diffuse a sostegno dell’apparato produttivo e della agricoltura; d) le infrastrutture sociali e sportive; e) ambiente e territorio (vedi calendario)

Slide mostrata dal Comitato all'Assemblea a Savignano del 23 novembre 2012


Vedremo se si tratterà di reale ascolto delle istanze dei cittadini chiamati responsabilmente a decidere del proprio futuro o di "partecipazione di facciata" per avallare decisioni già prese in stanze altre.

venerdì 23 novembre 2012

Comunicato stampa

Comitato No Inceneritore San Dalmazio – Comitato S.Cesario Soccorso al Territorio - Comitato Tutela Territorio Savignano – Comitato Piumazzese No alle Cave - Comitato No Impianto Biomasse Inalca – Comitato Bazzanese Ambiente Salute
con il sostegno di Italia Nostra e Legambiente
INVITANO
Venerdì 23 novembre – ore 20.30
Teatro La Venere – Savignano sul Panaro
I comitati che in questi anni si sono impegnati a difesa del nostro territorio si incontrano per discutere assieme ai cittadini delle difficoltà e dei problemi incontrati con la Pubblica Amministrazione in materia di partecipazione, trasparenza e giustizia ambientale.
Dopo aver toccato con mano la riluttanza e l’insofferenza degli enti pubblici al dialogo con i cittadini, i comitati si confrontano per individuare nuove modalità di rapporto con le pubbliche amministrazioni, che permettano al cittadino di essere parte dei processi decisionali e non solamente spettatore passivo o talvolta inconsapevole vittima.
È necessaria la partecipazione attiva e la sensibilità civica di tutti per trovare soluzioni condivise.
Durante la serata verrà proiettato il docu-film “Il Caso Inalca”.